CONSIGLI
PER L'USO CORRETTO DEI SERRAMENTI


I serramenti esterni hanno un ruolo fondamentale nel condizionare il livello di luce, la temperatura, l'isolamento acustico e la qualità dell'aria all'interno dei locali. La somma di queste caratteristiche determina il comfort abitativo nella casa: per questo i vostri serramenti sono così importanti. È quindi opportuno scegliere la qualità e le prestazioni degli infissi in base alle caratteristiche climatiche ed all'inquinamento sonoro della zona in cui è costruita la propria casa, per vedere soddisfatte le proprie aspettative. Inoltre è fondamentale sapere che le nuove finestre, in funzione delle loro prestazioni di impermeabilità all'aria e di isolamento termico, si comporteranno in modo diverso,


talvolta addirittura opposto, rispetto ai vecchi serramenti e quindi, per ottenere il massimo, è assolutamente necessario imparare ad utilizzarle in modo corretto.

Sarà infatti responsabilità di chi abita la casa tenere sotto controllo una serie di parametri molto importanti, spesso collegati tra di loro, in grado di condizionare la qualità dell'ambiente e cioè:

  • il ricambio d'aria
  • il controllo dell'umidità
  • il controllo della muffa
  • il controllo solare e della temperatura.

IL RICAMBIO D'ARIA

La qualità dell'aria all'interno di una casa è molto importante per il benessere di chi ci vive.
Infatti la presenza e l'attività delle persone negli ambienti chiusi genera polvere, fa aumentare la concentrazione di anidride carbonica e di vapore acqueo, riducendo contemporaneamente il livello di ossigeno.
Un equilibrio non corretto di questi elementi (aria viziata) induce un senso di stanchezza, depressione, mancanza di concentrazione ed altri piccoli disturbi.
I serramenti di vecchia concezione, sprovvisti di guarnizioni e con una precisione costruttiva piuttosto approssimativa, consentivano un sufficiente ricambio di aria attraverso gli "spifferi" anche senza aprire le finestre.
Di norma infatti, pur con le finestre chiuse, tutta l'aria di un ambiente poteva essere sostituita nel giro di 1-4 ore e quindi non era necessario arieggiare ulteriormente.
Il ricambio d'aria effettuato in questo modo aveva però forti aspetti negativi in quanto non poteva essere controllato, causava degli sprechi energetici notevoli ed un disagio significativo causa delle lame d'aria incontrollate che invadevano gli ambienti.
I nuovi serramenti sono quasi impermeabili agli spifferi e quindi il ricambio d'aria si può avere solo con una corretta apertura delle ante o con dei sistemi di ventilazione controllata.
Nel caso di arieggiamento tramite le finestre bisogna prestare attenzione ad aprirle in modo corretto, evitando una areazione sbagliata che può portare ad una dispersione fino al 25% dell'energia globale richiesta per il riscaldamento e raffrescamento delle abitazioni.

Per ricambiare l'aria in modo efficiente è dunque necessario distinguere:

  • l'areazione estiva
  • l'areazione invernale.

Aerazione Estiva

In estate si deve arieggiare prevalentemente di notte quando la temperatura dell'aria si è abbassata per evitare di surriscaldare gli ambienti.
Quando fa caldo, è bene aprire le finestre dopo il tramonto ogni volta che è possibile, non solo per cambiare l'aria ma anche per raffrescare la casa in modo gratuito.

Aerazione Invernale

In inverno invece, al fine di evitare sprechi energetici, si deve limitare l'apertura delle finestre.
Arieggiare frequentemente e correttamente in questa stagione è però ancora più importante che in estate in quanto l'aria all'interno delle case è più inquinata a causa del riscaldamento ed inoltre dobbiamo mantenere un livello ottimale di "umidità relativa".
L'umidità relativa (UR) è la percentuale di vapore acqueo contenuta nell'aria che quando raggiunge il 100% l'aria è detta satura. Minore è la temperatura dell'aria minore è la quantità d'acqua che può contenere. In inverno infatti, a causa delle pareti più fredde, se non controlliamo l'umidità sarà facile trovare condensa sui vetri o sulle pareti e creare così una situazione idonea allo sviluppo della muffa. Si evita questo problema ricambiando completamente l'aria dei locali, tramite una breve apertura delle ante una o più volte al giorno in funzione del numero di persone che vi abitano e dell'umidità prodotta.
Poiché in inverno c'è una notevole differenza di temperatura tra interno ed esterno, appena apriremo le finestre la velocità di ricambio sarà estremamente elevata e per questa ragione bastano pochi minuti per rinnovare completamente l'aria. Di seguito riportiamo i tempi necessari in funzione del tipo di apertura per il ricambio totale dell'aria in una stanza di medie dimensioni (3,00 x 4,00 m) in cui sia installata una finestra standard con le misure di 120 x 140 cm [si tenga in considerazione che le finestre di vecchio tipo (senza guarnizioni) pur rimanendo chiuse potevano cambiare completamente l'aria della stanza in 1 - 4 ore]:

  • finestre chiuse nuovo tipo (con guarnizioni): 15 - 36 ore
  • finestra aperta a ribalta senza corrente d'aria: 20 - 50 minuti
  • finestra aperta in microventilazione in corrente d'aria: 25 - 55 minuti
  • finestra aperta in microventilazione senza corrente d'aria: 35 - 90 minuti
  • finestra aperta a ribalta in corrente d'aria: 15 - 30 minuti
  • finestra spalancata senza corrente d'aria: 4 - 7 minuti
  • finestra spalancata in corrente d'aria: 4 minuti
Seguendo le indicazioni riportate avremo un completo ricambio d'aria con il minimo spreco energetico. Infatti se i periodi di apertura sono brevi le pareti, i mobili ed il pavimento conserveranno il loro calore ed appena la finestra verrà chiusa si ristabilirà la temperatura iniziale entro pochi minuti.


Lasciare aperte le finestre per un periodo più lungo rispetto a quanto riportato è assolutamente inutile anzi, causa un raffreddamento delle pareti per cui, quando la finestra verrà chiusa, l'inerzia termica potrebbe portare ad una condensa negli angoli dell'umidità presente nell'aria; poiché le nuove finestre non spifferano più, l'evaporazione di quest'acqua di condensa sarà molto lenta e quindi si favoriscono le condizioni per lo sviluppo della muffa.
È dunque fondamentale sapere che, in inverno, per abbassare l'umidità e evitare la formazione di muffa si deve arieggiare brevemente e frequentemente, aprendo i serramenti almeno 2-3 volte al giorno nei locali dove si produce una maggior quantità di vapore (bagno e cucina) per i brevi periodi indicati.
La presenza di un termo igrometro vi aiuterà a capire come utilizzare meglio le nuove finestre.

SISTEMI DI APERTURA PER IL RICAMBIO D'ARIA

Per avere un ricambio d'aria intenso e veloce, oppure più lento ma più confortevole, sulle finestre si possono trovare tre sistemi di apertura: apertura convenzionale, apertura a ribalta e microventilazione.

Con le finestre moderne, poiché le dimensioni sono sempre più grandi, spesso si sceglie l'apertura a ribalta per arieggiare senza subire gli ingombri dell'anta aperta; attenzione però in inverno a non lasciare la finestra aperta a ribalta per un periodo superiore a 30 minuti per non causare un inutile spreco energetico.

  1. APERTURA A RIBALTA
    La maniglia va girata verso l'alto.
    Consente una areazione controllata continua e poco invasiva nell'ambiente. Sconsigliata in inverno per periodi superiori ai 30 minuti.

  2. APERTURA CONVENZIONALE
    Si porta la maglia in posizione orizzontale.
    Si sceglie questa apertura totale per la pulizia del vetro e per l'aerazione veloce. Sconsigliata in inverno per periodi superiori ai 7-10 minuti.

  3. MICROVENTILAZIONE
    La maniglia va girata verso l'alto.

GLI IMPIANTI DI VENTILAZIONE CONTROLLATA


Nelle nuove abitazioni sempre più frequentemente si installano degli impianti di ventilazione controllata che regolano in modo autonomo il ricambio d'aria in funzione della concentrazione di umidità e anidride carbonica. Inoltre sono costruiti in modo che l'aria in uscita ceda il proprio calore all'aria che entra tramite uno scambiatore: così il caldo o il fresco rimangono all'interno della casa e si risparmia sulle spese di riscaldamento o condizionamento.
Questi innovativi sistemi di ventilazione con recupero del calore sono obbligatori nelle case ad alto rendimento energetico dove l'accurata progettazione e l'uso di materiali molto isolanti possono evitare l'installazione di un impianto di riscaldamento anche nelle zone a clima più freddo. In tali abitazioni, nelle stagioni più calde e più fredde non è però consentito ricambiare l'aria aprendo direttamente la finestra, quindi il ricorso a impianti di ventilazione meccanica è indispensabile.


Nelle case ad alta efficienza energetica infatti durante l'inverno, le finestre vengono aperte 1 o 2 volte nell'intera stagione, nel momento più caldo della giornata, solo per pulire il vetro.

Un sistema di ventilazione forzata diventa molto utile anche nelle case dove errori progettuali e la presenza di ponti termici portano alla condensa invernale sui vetri o sui muri ed alla formazione di muffa; una ventilazione continua oltre a ridurre l'umidità favorisce l'asciugatura delle pareti e risolve il problema.

I sistemi di ventilazione controllata sono anche suggeriti negli ambienti molto affollati per avere sempre una buona qualità dell'aria.

IL CONTROLLO DELL'UMIDITÀ

L'attività umana all'interno delle case genera una notevole quantità di vapore acqueo che si disperde nell'aria.
Durante l'inverno quando le pareti o i vetri sono freddi, se l'umidità contenuta nell'aria è eccessiva (superiore al 65%) si assiste a fenomeni di gocciolamento delle finestre e di condensa sui muri nei punti dove l'aria ristagna (angoli) e dove frequentemente poi si sviluppa la muffa. Questi fenomeni sono particolarmente evidenti dove ci sono dei ponti termici, se le pareti esterne non sono ben isolate o se la casa non è ben riscaldata.
Nelle vecchie case, senza cappotto termico le situazioni sopra elencate sono frequenti per cui l'installazione di nuove finestre spesso genera i difetti descritti. Questa circostanza è frequentemente causa di reclami in quanto, la comparsa di muffa, che prima della sostituzione delle finestre non si verificava, induce l'utilizzatore a pensare che la colpa sia dei nuovi serramenti.

PRODUZIONE DI VAPORE ACQUEO NEGLI APPARTAMENTI:

  • bagno in vasca: ca. 1.100 gr/bagno
  • doccia: ca. 1.700 gr/doccia
  • cottura pietanze: ca. 400-500 gr/ora di cottura
  • bollitura pietanze: ca. 450-900 gr/ora di bollitura
  • lavastoviglie: ca. 200 gr/lavaggio
  • lavatrice: ca. 200-350 gr/lavaggio
  • uomo:
    dormendo: ca. 40-50 gr/ora
    lavoro di casalinga: ca. 90 gr/ora
    attività impegnativa: ca. 175 gr/ora

In una abitazione con 4 persone si immettono quotidianamente nell'aria circa 10 litri di acqua sotto forma di vapore.

In verità il problema non è mai correlato ai nuovi infissi quanto piuttosto ad un insufficiente ricambio d'aria che prima avveniva in modo spontaneo a causa delle perdite delle vecchie finestre (spifferi) che riduceva l'umidità interna e quindi impedivano l'insorgenza delle muffe.
Con le nuove finestre, più impermeabili, l'arieggiamento deve essere fatto manualmente e quindi sarà responsabilità di chi abita la casa aprire i serramenti rispettando le indicazioni riportate in precedenza.
In alternativa si potrebbe risolvere il problema eliminando i punti di condensa, tramite l'aumento della temperatura interna o la rimozione dei punti freddi o dei ponti termici. Proprio per ridurre i ponti termici quando si installano nuove finestre su edifici senza cappotto, nelle zone climatiche più fredde, sarebbe opportuno isolare l'imbotte esterna del serramento con uno strato coibente che arrivi fino contro il telaio; questa "cornice calda" eviterà quantomeno la formazione di muffa sul contorno della finestra e renderà più facile la successiva eventuale applicazione del cappotto sulle pareti esterne.
Problemi di condensa e di muffe sono anche frequenti negli edifici nuovi o appena restaurati perché all'interno delle pareti e dei solai è ancora presente molta acqua che deve evaporare. In queste situazioni l'aereazione tramite le finestre deve essere molto efficace e frequente, altrimenti, condensa e muffa nei mesi più freddi saranno molto probabili.


Per vivere bene in casa ed evitare condensa e problemi derivati non si dovrebbe mai avere una umidità relativa dell'aria superiore al 70%.
Bisogna però contemporaneamente evitare un'umidità relativa dell'aria troppo bassa, inferiore al 40%, in quanto l'aria secca favorisce la proliferazione di alcuni batteri e virus responsabili delle malattie bronchiali, dissecca le mucose e causa scariche elettrostatiche.
Come già accennato, un igrometro aiuta a misurare in modo preciso l'umidità relativa nei vostri ambienti ed a prendere le misure necessarie se siete al di fuori dell'intervallo di comfort.

IL CONTROLLO DELLA MUFFA

La muffa che prolifera sui muri mette a rischio la salute.
Le muffe, infatti, sono funghi pluricellulari, capaci di ricoprire alcune superfici sotto forma di spugnosi miceli di colore grigio, verde e/o nero che si riproducono per mezzo di spore. Oltre ad essere antiestetiche ed emanare cattivo odore, in alcuni casi sono anche nocive per la salute. Attraverso la respirazione infatti, sia le spore sia alcune tossine da loro prodotte, possono infiltrarsi nelle mucose, provocando danni al sistema nervoso e al sistema immunitario; i sintomi genericamente sono stanchezza, emicrania, eczemi, lacrimazione, tosse ed asma bronchiale, patologie particolarmente pericolose soprattutto per i bambini, gli anziani e per i soggetti allergici.
La muffa trova le condizioni migliori per il suo sviluppo negli ambienti umidi come cantine e bagni, o dove la temperatura superficiale è più fredda e circola meno l'aria come ad esempio negli angoli delle stanze o dietro gli armadi: ricordate che è sufficiente un'umidità relativa dell'aria dell'80% per consentire lo sviluppo della muffa anche su supporti asciutti. Per proliferare, oltre all'umidità, la muffa ha anche bisogno di un nutrimento idoneo che spesso viene fornito dalle moderne pitture murali che spesso contengono elementi nutritivi adatti.

Per evitare problemi si deve dunque controllare l'umidità e la condensa con uno o più dei seguenti interventi:

  • arieggiare correttamente gli ambienti, tramite l'apertura delle finestre una o più volte al giorno per brevi periodi come già spiegato
  • installare un sistema di ventilazione controllata che mantiene in modo automatico un flusso ottimale di aria senza richiedere alcun intervento manuale (situazione suggerita nelle case che di giorno sono disabitate)
  • installare un deumidificatore che condensa l'umidità riducendone il contenuto nell'aria
  • eliminare i ponti termici coibentando l'involucro con un cappotto isolante esterno
  • aumentare la temperatura dell'ambiente ed evitare che ci siano stanze più fredde
  • ridurre la quantità di vapore nell'aria asciugando, se possibile, i panni sul terrazzo, evitando di mettere troppe piante in appartamento o comunque bagnandole con moderazione, e utilizzando sempre la cappa di aspirazione quando si cucina.

Un termo igrometro, ancora una volta, vi darà una precisa idea se gli interventi adottati hanno ridotto l'umidità relativa. Per curare eventuali situazioni di muffa anziché trattare la superficie con prodotti a base di cloro che poi verrà per lungo tempo respirato dagli abitanti, suggeriamo di disinfettare le parti interessate con acqua ossigenata e poi ridipingere le pareti utilizzando pitture a base di calce la cui basicità ed assenza di materiali organici, tipici delle pitture moderne, impedisce un ulteriore sviluppo della muffa. Se però non si eliminano le cause scatenanti la muffa prima o dopo ricomparirà sicuramente.

IL CONTROLLO DEL SOLE E DELLA TEMPERATURA ALL'INTERNO DEI LOCALI

Il controllo della temperatura all'interno dei locali è fondamentale per il benessere di coloro che vi abitano; nelle moderne case per raggiungere questo obiettivo si usa il riscaldamento in inverno ed il condizionatore in estate.
Tuttavia una scelta razionale delle finestre, il loro uso corretto, e soprattutto buone abitudini di vita, possono consentire un buon controllo naturale della temperatura, senza eccedere con gli apporti energetici artificiali, procurando un ambiente più salubre e confortevole, e riducendo nel contempo gli sprechi.
Vediamo dunque cosa si deve fare sia in inverno che in estate.

Il controllo della temperatura in inverno

In inverno è opportuno avere all'interno dei locali una temperatura non superiore ai 20 gradi. Non si dovrebbe mai andare oltre perché la quantità di energia necessaria per innalzare la temperatura di un ulteriore grado è sempre maggiore rispetto al grado precedente.
Per questa ragione superare i 20 gradi diventa molto costoso per gli abitanti e molto inquinante per l'ambiente; meglio abituarsi ad indossare un maglioncino in più.
Per risparmiare sulle spese di riscaldamento nelle zone più fredde è sempre necessario installare delle finestre ad alta efficienza energetica. Questo significa scegliere finestre con una ottima impermeabilità all'aria, un sistema di posa in opera efficace, con un vetrocamera basso emissivo riempito di gas per ridurre i flussi di calore e, quando possibile, provvisto di uno speciale canalino distanziatore costruito in materiale isolante anziché in alluminio.
Queste nuove finestre hanno prestazioni di isolamento nettamente superiori ai vecchi serramenti e quindi si riduce la necessità di produrre calore per sostituire le perdite e si aumenta il comfort. Per avere un buon clima interno e ridurre gli sprechi, oltre a scegliere una finestra ad alta efficienza energetica, sarà però necessario arieggiare correttamente seguendo le istruzioni riportate in precedenza.
Inoltre, se le finestre sono provviste di schermi oscuranti è sempre opportuno chiuderli durante la notte per sfruttare il potere coibente dello schermo e mantenere un cuscinetto d'aria più o meno ferma a contatto con la finestra che contribuisce ulteriormente ad evitare inutili dissipazioni di calore.

Il controllo della temperatura in estate

Il controllo della temperatura in estate, soprattutto nei locali esposti a sud e sud ovest, è indispensabile per evitare il surriscaldamento delle stanze e conseguentemente l'uso del condizionatore.
Paradossalmente questa situazione con le nuove finestre, che sono più ermetiche e più isolanti rispetto ai vecchi serramenti, potrebbe essere più frequente se non si utilizzano gli infissi in modo corretto.
Per capire il giusto comportamento da tenere occorre conoscere alcuni elementari principi di fisica. Quando i raggi del sole entrano direttamente nei locali vengono assorbiti dal pavimento e dall'arredamento e, successivamente, riemessi con una lunghezza d'onda leggermente diversa rispetto a quella originale, la quale non riesce più ad attraversare il vetro.
A seguito di questa situazione il calore si accumula all'interno del locale generando un fenomeno noto con il termine di "effetto serra".
Le vecchie finestre riuscivano comunque a dissipare una parte del calore indirettamente grazie alle perdite dovute agli spifferi, e direttamente attraverso sia il telaio sia il vetro poiché erano entrambi meno isolanti.
Le nuove finestre invece, grazie alla loro alta capacità di isolamento ed al vetro basso emissivo, che impedisce alle radiazioni infrarosse di uscire, disperdono il calore in misura molto minore e quindi nei locali con ampie vetrate esposte al sole diretto, la temperatura può innalzarsi notevolmente durante le giornate estive, surriscaldando l'ambiente al punto tale da renderlo spesso addirittura invivibile.

Per risolvere il problema, almeno nel caso di ampie aperture vetrate, si devono adottare uno o più dei seguenti suggerimenti:

  1. installare delle strutture ombreggianti esterne che impediscono l'ingresso diretto del sole
  2. utilizzare dei vetri selettivi a "controllo solare"
  3. arieggiare in modo corretto.

Strutture ombreggianti esterne

Quelle che normalmente si utilizzano per il controllo solare sono gli schermi oscuranti, le tende solari o le griglie frangisole.
Qualsiasi sia la struttura scelta, oltre a impedire l'ingresso diretto del sole deve consentire il passaggio di una giusta quantità di luce all'interno del locale per assicurare una corretta illuminazione come richiesto dalla legge. Per questa ragione gli schermi oscuranti con pannelli ciechi non sono la soluzione ottimale in quanto non consentono una agevole regolazione della luce diurna.
Al contrario le griglie frangisole e le persiane, quando sono provviste di lamelle orientabili vanno molto bene perché consentono di ombreggiare correttamente il vetro e contemporaneamente di avere una illuminazione ottimale.
Le griglie frangisole e le persiane con lamelle orientabili sono dunque la soluzione più moderna ed efficace di ombreggiamento esterno e vengono sempre più spesso impiegate soprattutto per controllare il sole negli ambienti in cui non è richiesto l'oscuramento notturno integrale.
In tutti i casi, i sistemi di ombreggiamento esterno non devono limitare l'ingresso del sole in inverno poiché è una fonte gratuita di riscaldamento molto utile ed importante che consente di risparmiare energia ed inquinamento.

Vetri selettivi

Sono lastre con un particolare trattamento della superficie in grado di riflettere parzialmente le radiazioni solari pur rimanendo trasparenti alla luce visibile.
Questa caratteristica denominata "fattore g" esprime la percentuale del calore globale che entra in casa.
I vetri a controllo solare si devono sempre installare nelle finestre esposte a sud o ovest, in assenza di un efficace sistema di frangisole esterno. In questa situazione assicurarsi che il fattore g non sia superiore al 50%.

Aerazione corretta

Arieggiare in modo corretto introducendo in casa l'aria solo quando è più fresca, è un altro accorgimento molto importante per vivere in modo confortevole senza sprechi di energia, anche durante i mesi estivi.
Per questa ragione in estate, al contrario di quanto succede in inverno, si deve arieggiare solo la sera o la notte. Se infatti si arieggiassero i locali durante il giorno entrerebbe in casa l'aria surriscaldata dal sole e causerebbe un aumento della temperatura delle pareti; quando poi alla sera la temperatura esterna diminuisce, i muri riscaldati durante il giorno continuerebbero a cedere il calore all'ambiente interno riducendo il comfort abitativo o costringendo all'uso del condizionatore.
In estate, durante il giorno, quando la temperatura esterna è superiore alla temperatura interna, è bene tenere chiuse le finestre e ombreggiare esternamente in modo efficace il vetro per mantenere fresco l'ambiente.
Durante la notte, invece, si dovranno aprire le finestre a ribalta, o se possibile spalancate, per il periodo più lungo possibile: in questo modo oltre a cambiare l'aria accumuleremo il fresco della notte nei muri e nei solai. Il giorno successivo questo fresco verrà rilasciato nell'ambiente e, se gli apporti solari diretti saranno controllati dagli schermi ombreggianti esterni, si potrà avere una temperatura ottimale anche senza l'utilizzo del condizionatore.

Coloro che non seguono queste semplici regole, se hanno finestre rivolte a sud o a ovest, si troveranno certamente ad affrontare una temperatura interna elevata che richiederà l'uso di una apparecchiatura per la produzione del fresco artificiale. In questo modo subiranno il disagio di correnti fredde e calde all'interno dell'ambiente che riducono il benessere e causano un maggior costo di gestione della casa ed un inquinamento ambientale conseguente.
È necessario sottolineare, inoltre, che l'ombreggiamento con tende o veneziane applicate al lato interno delle finestre, è molto utile per regolare la luce, per evitare l'abbagliamento e difendere la privacy, ma è inefficace ai fini del controllo della temperatura. I raggi solari diretti devono essere bloccati prima che attraversino il vetro altrimenti l'aumento della temperatura sarà inevitabile; una tenda interna che vela il vetro può ridurre di qualche grado la temperatura dell'ambiente ma non è in grado di impedire l'ingresso del sole ed il surriscaldamento.
Per questa ragione in una casa a basso consumo energetico, un sistema esterno di controllo dei raggi solari diretti nelle finestre a sud e ovest è obbligatorio.

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